Valutazione del dolore con scala VAS

Valutazione del dolore con scala VAS

Il dolore è il mezzo attraverso il quale l’organismo segnala un danno tessutale. Rappresenta senza dubbio un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole, ma è anche una situazione soggettiva e complessa, influenzata da diversi elementi. La percezione del sintomo doloroso è determinata, infatti, dalla dimensione affettiva e cognitiva, dall’esperienza, dalla struttura psichica e da fattori socioculturali. Nel parlare di dolore, e ancor di più di dolore nel distretto cranio facciale, è necessario dunque considerare sempre molteplici aspetti: da quelli neurofisiologici e neurochimici, a quelli psichici ed emotivi.

Il dolore è qualcosa di così concreto per chi lo prova, tanto quanto è astratto per chi ne ascolta la descrizione. Non è visibile, né direttamente comunicabile: una sua valutazione oggettiva è dunque molto complicata. Riuscire a valutare l’entità di uno stimolo doloroso è però fondamentale nell’ambito di un percorso di cura, per la diagnosi e la pianificazione di un trattamento efficace per il paziente. Un metodo di misurazione del dolore è quindi assolutamente necessario; il dolore va valutato perché deve essere trattato, per comparare l’efficacia di diversi protocolli terapeutici e per ottenere collaborazione. Non esiste, però, uno strumento capace di misurare tangibilmente il dolore. Ognuno di noi ha un metro di giudizio e una personale percezione. La valutazione, quindi, viene fatta ponendo attenzione alla descrizione che il paziente fornisce allo specialista.
Esistono, però, dei sistemi visivi e numerici molto utili che facilitano la relazione medico/paziente, in quanto è essenziale una comprensione reciproca e il far recepire in tranquillità, al soggetto da curare, gli strumenti utili per la valutazione del suo stato di malessere.

La scala analogico visiva (VAS) è un semplice strumento di valutazione del grado di dolore, utile al professionista per misurare le caratteristiche soggettive della sofferenza provata dal paziente. In Odontoiatria può essere utilizzata anche per stimare i livelli di ansia da poltrona.
La VAS raffigura visivamente l’ampiezza del dolore che un paziente crede di avvertire. L’ampiezza è riprodotta attraverso una retta, solitamente lunga dieci centimetri, in cui un’estremità indica l’assenza di dolore, mentre l’altra rappresenta il peggiore dolore immaginabile. La scala viene compilata dal paziente, al quale viene chiesto di tracciare sulla linea un segno che rappresenti il livello di dolore provato. La distanza, partendo dall’estremità che individua l’assenza di dolore, indica la misura della sofferenza percepita.
Il punteggio è calcolato in centimetri, dall’estremo che corrisponde all’intensità minima al punto segnato dal paziente. Da uno a quattro l’intensità del dolore è definita lieve; da quattro a sei lieve o moderato; da sei a dieci moderato o grave.
Il punteggio iniziale, attraverso misurazioni successive, permette ai sanitari di comprendere se il dolore si va riducendo e in che misura. I punteggi possono anche essere utilizzati per valutare l’efficacia di un’eventuale cura messa in atto.

La Scala Analogico Visiva ha il vantaggio della semplicità, non è vincolata al linguaggio e viene facilmente compresa dalla maggior parte dei pazienti. È un test che può essere facilmente ripetuto ed è particolarmente utile per monitorare il decorso acuto. Per la sua estrema semplicità è utilizzabile anche in pediatria. La VAS può essere utilizzata per valutare il dolore in momenti specifici, ma fornisce risultati più attendibili quando è limitata all’esperienza del dolore in corso, piuttosto che al ricordo di un’esperienza precedente.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *