Radiodiagnostica

La radiodiagnostica è quella branca della medicina che rileva immagini dell’interno del corpo umano, allo scopo di fornire informazioni utili alla diagnosi. Occupa un ruolo fondamentale e imprescindibile nella valutazione medica e nel trattamento della stragrande maggioranza delle patologie umane.

Anche in campo odontoiatrico la radiodiagnostica rappresenta un supporto importantissimo. Viene impiegata sia per la diagnosi di lesioni e patologie altrimenti non visibili ad occhio nudo, sia per la programmazione e il controllo dell’efficacia dei trattamenti e delle cure.

La radiografia convenzionale è stata inventata da Wilhelm Conrad Röntgen alla fine del XIX secolo. È la prima tecnica di imaging biomedico (diagnostica per immagini) inventata, e ancora attualmente utilizzata. La radiografia si basa sull’interazione del corpo umano con fasci di onde elettromagnetiche, chiamate raggi X. L’immagine delle strutture anatomiche è ottenuta disponendo il soggetto da esaminare tra la sorgente dei raggi X (tubo radiogeno) e un rilevatore. Quest’ultimo capta i raggi X che escono dal paziente dopo essere stati diversamente attenuati dalle varie strutture del suo corpo. Nelle radiografie, oggetti densi come ossa e denti risulteranno chiari e tendenti al bianco, mentre strutture meno dense come la lingua e la pelle risulteranno più scure e tendenti al nero.
La radiografia convenzionale si è sempre più sviluppata nel tempo dando origine ad altre tecniche diagnostiche.

L’OPT (ortopantomografia, detta comunemente “panoramica”) è ormai diventato quasi un esame di routine. È la radiografia principe in odontoiatria, un’indagine di semplice esecuzione, che produce un’immagine dei denti, delle arcate dentarie e delle ossa mascellari e mandibolari su un’unica pellicola. Permette di visualizzare e studiare tutti i denti e ciò che li circonda (parodonto, ossa alveolari, seni mascellari) con un solo radiogramma e con un’unica dose di radiazione al paziente, relativamente bassa. La radiografia viene eseguita mediante l’uso dell’ortopantomografo, un apparecchio provvisto di tubo radiogeno che ruota intorno alla testa del paziente, mantenuta fissa da un apposito supporto aperto.
A tutt’oggi è l’esame cardine della radiologia odontoiatrica e trova molteplici indicazioni. Le principali sono:

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  • Fotografia delle condizioni della bocca, prima di iniziare qualsiasi piano terapeutico. here
  • Valutazione della dentizione da latte e definitiva nel bambino.
  • Ricerca di granulomi apicali (ovvero l’infiammazione dei tessuti che circondano la parte terminale della radice del dente) e osteolisi alveolare (cioè la diminuzione di densità dell’osso della cavità che ospita la radice del dente, possibile in processi infiammatori).Place your list items here
  • Studio del parodonto, quindi dell’insieme dei tessuti che costituiscono l’apparato di sostegno del dente.
  • Studio della ritenzione dei denti del giudizio (disodontiasi dei molari del senno).
  • Verifica dei risultati delle terapie effettuate.

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La radiologia dentale si sta ormai spostando dalla tecnologia basata su film alla tecnologia digitale, che si basa su sensori elettronici e sulla rielaborazione dei dati ad opera di un software di computer.
Grazie ad apparecchiature sempre più sofisticate e con basse emissioni di radiazioni, oggi l’OPT dentale è una metodica essenzialmente priva di controindicazioni (tranne che per le donne in gravidanza), adatta a tutti i tipi di pazienti, compresi i bambini dai cinque anni in poi.

L’OPT può essere, a seconda del caso clinico in esame, integrata con approfondimenti ed esami complementari quali:
La radiografia del cranio per lo studio degli indici cefalo metrici, cioè delle varie forme dei profili facciali e delle strutture ossee che costituiscono il cranio, al fine di correggere i disturbi masticatori.
La TAC dental-scan per lo studio dello spessore osseo residuo nelle valutazioni implantologiche.
Radiogrammi mirati dei singoli elementi dentari per lo studio di patologie delle corone e dei canali che scorrono all’interno del dente e contengono polpa dentale.

Nei sistemi di radiografia digitale – nati attorno agli anni novanta – l’immagine viene rappresentata sotto forma di una matrice di numeri che corrispondono alle densità radiografiche della zona esaminata. Questa matrice potrà poi essere elaborata, stampata e archiviata, attraverso l’uso di un computer. Le immagini analogiche, invece, non sono utilizzabili dagli elaboratori elettronici.

Esistono due diversi sistemi di acquisizione di immagini digitali, a seconda della tecnologia di rilevazione utilizzata:

  1. Digitale diretta: la rilevazione dell’immagine avviene tramite un sensore che fornisce direttamente i dati digitali all’elaboratore elettronico, senza bisogno di procedimenti intermedi.
  2. Digitale indiretta: lo strumento di rilevazione dell’immagine è costituito da piastre ai fosfori a memoria che riescono a catturare la radiazione emergente dal paziente, creando un’immagine della struttura di interesse. Successivamente quest’immagine luminosa viene letta da un laser, convertita in una matrice numerica e inviata all’elaboratore elettronico.

La tecnologia digitale ha apportato significativi vantaggi per il paziente e per il medico:
Riduzione dell’esposizione alle radiazioni, poiché la sensibilità dei sensori di captazione permette di ottenere immagini di elevata qualità, con una limitata esposizione del paziente ai raggi X.
Semplificazione delle procedure, con possibilità di ripetizione immediata di un esame non perfetto.
Immediatezza dell’acquisizione: opportunità di visualizzare in tempo reale l’immagine su un computer, monitorando l’esattezza dei dati e del posizionamento del paziente e velocizzando le procedure.
Archiviazione semplice e possibilità di replicare immagini in molteplici copie (anche per eventuali trasmissioni a distanza). Il paziente, quindi, avrà sempre a disposizione gli esami già effettuati, senza doversi preoccupare di conservare le lastre su pellicola, facilmente deteriorabili.
Possibilità di effettuare elaborazioni sulle immagini, come migliorare la luminosità o il contrasto o ingrandire particolari, per rispondere in modo specifico ai diversi quesiti diagnostici formulati dal dentista o dal medico curante (operazione impossibile con le tecniche tradizionali a pellicola).

Inoltre, e non da ultimo, la tecnologia digitale permette un maggior rispetto dell’ambiente, grazie all’eliminazione di lastre e liquidi di sviluppo e fissaggio, estremamente inquinanti.
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