Pianificazione dell’impianto

Per un corretto inserimento degli impianti dentali è necessaria una scrupolosa organizzazione dell’intervento. Ogni paziente deve essere esaminato clinicamente e radiologicamente con grande accuratezza. Vediamo, step by step, l’esatta pianificazione per un’implantologia di successo.

In primo luogo il professionista controllerà le condizioni generali e locali di salute del paziente. Malattie quali diabete, osteoporosi, infezioni sistemiche devono essere opportunamente diagnosticate, curate o compensate. Eventuali problemi ai denti o alle gengive devono essere esclusi, altrimenti l’impianto potrebbe infettarsi e fallire, a causa di infezioni vicine non curate.
In alcuni casi, a discrezione del medico, potrebbe essere utile decontaminare la zona nel momento in cui viene inserito l’impianto, attraverso l’utilizzo di un laser all’erbium, un particolare raggio di luce che distrugge i batteri senza danneggiare il tessuto osseo.

Con l’ausilio di vari strumenti diagnostici, si dovrà poi valutare la quantità e il tipo di osso disponibile. La tecnica implantologica complessiva è infatti condizionata dalle caratteristiche morfologiche e strutturali dell’osso e dalla sua dimensione, oltre che da numerose altre variabili quali, ad esempio, i denti adiacenti o eventuali elementi inclusi.
Gli esami da effettuare sono essenzialmente una radiografia locale e una panoramica. Queste indagini permettono di conoscere la quantità di osso a disposizione, la vicinanza con strutture anatomiche che non devono essere danneggiate, quali il nervo mandibolare – che porta la sensibilità al labbro inferiore –, il seno mascellare – cavità del naso che se infiammata comporta sinusite – e le radici dei denti – che se danneggiate possono determinare la loro devitalizzazione.
Per avere ancora più informazioni utili, altri analisi da effettuare potrebbero essere la teleradiografia, che mette in rapporto l’arcata dentale superiore con quella inferiore, la TAC, cioè la tomografia assiale computerizzata che identifica i volumi con massima precisione, e la MOC che rivela la densità ossea.
Oggi la tecnologia offre grande contributo alla pianificazione implantologica, grazie ai dati tridimensionali. La TC Cone Beam, ad esempio, è una tecnica radiografica in grado di elaborare un’accurata ricostruzione digitale in tre dimensioni, con una notevole riduzione di radiazioni somministrate al paziente. Grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia TC Cone Beam, è possibile pianificare interventi chirurgici senza rischi e progettare il posizionamento di impianti dentali in modo sicuro, riducendo al minimo eventuali complicazioni che possono interferire con gli interventi programmati. I risultati tridimensionali aiutano a determinare con precisione la struttura ossea, le dimensioni, la densità, l’orientamento dei denti, i canali dei nervi e le eventuali patologie. Questi dati sono fondamentali per il successo dell’intervento implantologico.

Il professionista dovrà controllare anche i rapporti occlusali del cavo orale del paziente. Il tipo di chiusura della bocca può infatti determinare problemi anche in zone lontane dai denti, quali dolori cervicali, mal di schiena o mal di testa. Anche problemi come il bruxismo devono essere tenuti in considerazione poiché l’inserimento di nuovi elementi dentari modifica la situazione esistente, con effetti che possono essere migliorativi o peggiorativi e che, quindi, l’odontoiatra dovrà ben valutare.

Dopo questi vari passaggi il dentista, avvalendosi anche del supporto di un apposito software di analisi e pianificazione, determinerà con precisione l’inserimento degli impianti e procederà utilizzando la tecnica più idonea ad ogni singolo caso.

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