Patologie dell’articolazione temporo-mandibolare

L’articolazione temporo-mandibolare permette il complesso movimento della mandibola, fondamentale per la masticazione e la fonazione. Si tratta di giunture molto delicate e, per non incorrere in problemi e fastidi, il loro allineamento dovrebbe essere perfetto. Se questo allineamento si altera, i muscoli compensano con movimenti irregolari che, a lungo andare, danneggiano l’articolazione.

L’articolazione temporo-mandibolare può essere soggetta a diverse patologie che possono riguardare traumi con fratture più o meno complesse del condilo mandibolare, disfunzioni articolari con malposizione e deterioramenti del disco, degenerazione artrosiche, lussazioni recidive della mandibola con difficoltà o impossibilità a richiudere la bocca, alterazioni strutturali di tutta l’articolazione con scomparsa del disco e fusione di condilo e cavità articolare – con la conseguente impossibilità ad aprire la bocca – e addirittura, anche se rare, neoplasie benigne o maligne delle articolazioni temporo-mandibolari.

Le donne risultano essere molto più colpite da queste patologie, rispetto agli uomini. L’insorgenza della malattia si manifesta con rumori di click, cioè una sensazione di scatto o schiocco nell’articolazione quando si apre la bocca utilizzando la mandibola, e dolore nella zona davanti alle orecchie, soprattutto al risveglio. Altri sintomi sono l’affaticamento dei muscoli masticatori, un dolore persistente ai muscoli del volto da uno o entrambi i lati, possibili dolori in zona perioculare, difficoltà ad aprire la bocca perché sembra bloccata oppure causa dolore, mal di testa ricorrente. Se è presente un mal di testa persistente che migliora nel mettere tra i denti il bastoncino di un gelato, probabilmente esiste un problema di allineamento nella zona della mandibola.

La maggior parte delle cause delle patologie dell’articolazione temporo-mandibolare dipende dall’eccessivo sforzo dei muscoli della mandibola, dalla dislocazione di un disco, da una malattia degenerativa dell’articolazione e talvolta dalla combinazione di più elementi. La causa più frequente è lo sforzo che i muscoli devono fare per aprire e chiudere la mandibola. Questo sforzo può dipendere dal bruxismo, cioè dal serrare o digrignare involontariamente i denti, oppure a traumi, a malocclusioni, ad otturazioni e protesi dentarie eseguite male. La dislocazione di uno o entrambi i dischi dell’articolazione della mandibola può dipendere da un improvviso colpo o da un trauma al capo, oppure semplicemente dalla masticazione intensa o da un grande sbadiglio. Di solito il disco ritorna nella sua posizione senza arrecare danni permanenti. Ma, se la lussazione è frequente, la mandibola può cominciare a diventare rumorosa quando viene aperta e l’articolazione si infiamma, diventando rigida e dolente.

È consigliabile rivolgersi subito al medico se si fa fatica ad aprire la bocca dopo una lesione o un colpo al viso o se si ha un disturbo persistente alla mandibola che non migliora con antidolorifici, calore, massaggi e riposo. La diagnosi viene generalmente posta dal professionista sulla base dei sintomi, con l’esame obiettivo e con l’ausilio degli strumenti diagnostici.

La maggior parte dei disturbi temporanei dell’ATM può migliorare con rimedi a domicilio. Soprattutto le forme correlate allo stress rispondono bene ai rimedi domestici. Nei casi non gravi il medico consiglia analgesici da banco, massaggi al lato colpito, limitazioni nel parlare e nel masticare per qualche giorno, facendo riposare la mandibola mangiando cibi morbidi o liquidi. Se il problema ha invece la sua causa nel bruxismo, il dentista potrà consigliare l’uso di un bite per proteggere le arcate dentarie.

Per un limitato numero di pazienti, però, il dolore diventa persistente e a volte insopportabile, diventando un problema particolarmente grave che richiede un trattamento specifico. In questi casi l’assunzione di antidolorifici riduce l’infiammazione e dà sollievo, ma non risolve la causa del problema. Per i pazienti con questa patologia è consigliabile una valutazione globale del proprio stato di salute e dello stile di vita. Potrebbe essere necessario un trattamento integrato da parte di dentista, fisioterapista, ortodontista e chirurgo della bocca, fino ad uno specialista comportamentale. Se la causa del problema è un allineamento non corretto dei denti, è necessario l’intervento dell’odontoiatra, mentre nei casi di malformazioni anatomiche si può prendere in considerazione l’intervento chirurgico.
Per i casi meno gravi una cura alternativa è rappresentata dall’agopuntura, terapia che risulta efficace nel trattamento della tensione e del dolore al viso e ai denti, nell’attenuare la cefalea e favorire il rilassamento dei muscoli.
Un consiglio per chi soffre di bruxismo è di evitare cibi e bevande contenenti caffeina, zucchero o alcol almeno nelle cinque ore prima di andare a dormire, poiché sono alimenti che inducono il digrignamento dei denti.

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