Parodontopatia: cos’è e come curarla

La malattia parodontale è un’infiammazione dei tessuti di sostegno del dente quali gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare.
Comprende la cosiddetta gengivite – processo infiammatorio caratterizzato da gonfiore, arrossamento e sanguinamento gengivale – e la parodontite, caratterizzata da ascessi che conducono alla distruzione dell’osso alveolare e, di conseguenza, alla mobilità e alla perdita dei denti.

La gengivite è un evento reversibile. Se affrontata repentinamente, con un’appropriata igiene orale, ha esito favorevole, altrimenti, se non curata, degenera fino ad arrivare alla parodontite progressiva e distruttiva.

La parodontopatia può colpire persone d’ogni età, dai bambini agli anziani, ma è statisticamente più riscontrabile nella popolazione adulta, dopo i 35-40 anni d’età. È stata definita patologia silente. Spesso, infatti, i sintomi più evidenti compaiono in uno stadio avanzato, mentre in fase iniziale è spesso sottovalutata e trascurata dal paziente perché non comporta particolari sofferenze. L’odontoiatra, riconoscendola precocemente, può determinare il successo della terapia, impedendo all’infiammazione di evolversi.

I fattori di rischio per la malattia parodontale sono:
Placca batterica: la colonizzazione delle superfici dentali da parte dei batteri è riconosciuta come il fattore eziologico principale per lo sviluppo della parodontite. Si è calcolato che 1 mm di placca batterica, dal peso di 1 mg, contiene più di duecento milioni di cellule batteriche. I bordi gengivali sono il luogo ideale per la proliferazione dei batteri, poiché tra denti e gengive – oltre che tra dente e dente – si annidano i residui di cibo.

Tartaro: la presenza di placca batterica mineralizzata, soprattutto sottogengivale, impedisce un’adeguata rimozione della placca maggiormente patogena e non permette ai pazienti di attuare un adeguato controllo della stessa. Il tartaro rappresenta il fattore più importante nella ritenzione della placca e, pertanto, facilita tutti i progressi infiammatori che comportano anche la produzione di tossine coinvolte nell’insorgenza della parodontite.

Fattori genetici e familiari: l’ereditarietà gioca un ruolo importante in almeno la metà dei pazienti affetti da malattia parodontale.

Fumo: diversi studi confermano che è il primo fattore ambientale per la malattia parodontale. Più si fuma, maggiore è il rischio di sviluppare la patologia in forma grave. Il fumo è in grado di causare recessione gengivale e riassorbimento osseo anche in assenza di parodontite.

Patologie sistemiche: il diabete insulino-dipendente, la sindrome di Down, l’artrite reumatoide, l’infezione da HIV rendono l’individuo più suscettibile alla malattia parodontale.

Mantenere le gengive sane, attraverso una scrupolosa igiene orale, è un presupposto fondamentale per il nostro benessere. La parodontite non è, infatti, solo una malattia dentale, ma può provocare alterazioni a carico dell’intero organismo. Attraverso le gengive i batteri patogeni sono in grado di penetrare nel circolo sanguigno e provocare malattie cardiovascolari – come infarto e ictus – polmoniti, problemi renali, complicanze in gravidanza. Secondo alcuni studi, le donne in stato interessante affette da parodontite sono più soggette ai parti prematuri rispetto alle donne con gengive sane. I soggetti con parodontite presentano nel sangue valori più alti di granulociti neutrofili (le cellule che combattono le infezioni), o di parametri infiammatori sistemici quali la proteina C-reattiva (prodotta dal fegato in risposta ad un attacco esterno). Il riscontro che i livelli di proteina C-reattiva si riducono in seguito a terapia, è indice che la malattia può avere effetti diretti sistemici (tramite la diffusione di batteri) o indiretti, per il suo contributo all’infiammazione cronica generalizzata.

Per mantenersi in salute e con il sorriso è fondamentale, dunque, agire tempestivamente, rivolgendosi al proprio dentista. La prevenzione avviene attraverso un’accurata igiene orale con i mezzi per il controllo meccanico della placca batterica (spazzolino, filo interdentale, scovolino) e chimico (dentifricio, colluttorio). E poi importante un programma di visite di controllo e di mantenimento, con sedute di igiene pianificate per la rimozione professionale della placca e del tartaro. L’igiene orale accurata, sia professionale che domiciliare, darà i suoi benefici aiutando a mantenere le gengive sane e protette.

È anche importante ricordare che per la salute gengivale gioca un ruolo cruciale l’alimentazione che dovrebbe essere povera di zuccheri raffinati, ma ricca di fibre, flavonoidi, zinco, acido folico e vitamina C, fondamentali per mantenere la bocca in salute.

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