Ortodonzia

Lo specialista in ortodonzia è colui che si occupa della salute e della cura dell’intero apparato odontostomatognatico, della sua struttura, delle sue funzioni e dell’estetica. L’ortodonzia è la disciplina che si occupa della cura delle malocclusioni e – nello specifico – di diagnosticare, prevenire e trattare le irregolarità facciali e dentali, risolvendo le parafunzioni ad esse correlate.

Una bocca in normocclusione si riconosce per l’armonia statica e dinamica tra le strutture dentali, scheletriche ed i tessuti muscolari. La mandibola è in condizione di riposo senza tensioni, i denti non sono a contatto tra loro ma si sfiorano, le labbra sono chiuse ma non serrate, la lingua è appoggiata sul palato, dietro gli incisivi, e la respirazione avviene attraverso le vie nasali. Il tutto senza sforzo, ma con un tono muscolare normale.
Una bocca presenta una malocclusione quando i denti dell’arcata superiore non combaciano correttamente con quelli dell’arcata inferiore. Ciò porta a difficoltà nel chiudere i denti e a conseguenti disturbi nella posizione della mandibola. La malocclusione ha spesso delle ripercussioni funzionali sul corretto svolgimento delle azioni quotidiane riguardanti la sfera fonetica e masticatoria.

Sorridere è una forma di comunicazione, un modo per entrare in relazione con gli altri. Esibire un sorriso sano con denti ben allineati contribuisce a sentirsi più sicuri. Avere un bel sorriso con le arcate in rapporto adeguato, i muscoli e i tessuti relativi funzionanti in maniera equilibrata è fondamentale per la salute dell’individuo. Masticare correttamente, senza dolori articolari o altre difficoltà permette di avviare la prima fase di digestione in maniera giusta, a beneficio dello stomaco e dell’intero processo digestivo.

L’apparecchio ortodontico è lo strumento di lavoro dell’ortodontista per gli allineamenti dentali, gli accomodamenti occlusali e l’armonia di crescita scheletrica. Gli apparecchi possono essere fissi o mobili, con attacchi metallici o invisibili, di ceramica bianca e di plastica trasparente, a seconda del caso da risolvere. Molte volte l’uso di questi congegni è accompagnato da esercizi di ginnastica per rinforzare i muscoli della bocca e della faccia, per migliorare la respirazione e la deglutizione.

L’età giusta per la prima visita ortodontica è tra i quattro e i sette anni. Questo è il momento giusto per affrontare quei problemi che, andando avanti con gli anni, diventerebbero più complicati da trattare. Tuttavia non si deve pensare che dopo i sette anni sia troppo tardi.
Generalmente si intraprenderà una terapia ortodontica alla fine della crescita, quando il bambino presenta una deviazione della propria crescita fisiologica causata da abitudini viziate (uso del ciuccio, del biberon, suzione del pollice, ecc…) o da un’alterazione di alcune funzioni (respirazione, deglutizione, ecc…) o da problemi di origine genetica.

Esistono diverse opzioni per il trattamento delle patologie ortodontiche. E sono di seguito elencate:

Il trattamento preventivo – si effettua precocemente, anche a quattro anni di età, in presenza dei soli denti da latte allo scopo di prevenire con l’utilizzo di opportuni accorgimenti che la crescita diverga dal normale procedere.

Il trattamento intercettivo – si esegue nel bambino in dentizione mista e serve per mettere l’occlusione in condizioni di svilupparsi correttamente. Con questo trattamento si tenta – appunto – di intercettare il problema prima che esso si manifesti del tutto.

Il trattamento funzionale – utilizza forze muscolari endogene (di tipo interno) e funzionali (come ad esempio la deglutizione) per fini terapeutici. Si pratica con il paziente in crescita utilizzando il più delle volte dispositivi mobili.

Il trattamento ortopedico – usa forze esogene (di tipo esterno) aventi efficacia tale da stimolare o inibire l’attività di crescita di suture scheletriche cranio-facciali. Le forze impegnate sono spesso notevoli ed applicate con dispositivi fissi.

Il trattamento ortopedico funzionale – combina le terapie funzionali con quelle ortopediche.

Il trattamento meccanico – sfrutta forze provenienti da dispositivi generalmente fissi per lo spostamento dei denti in posizioni prestabilite e controllate nei tre piani dello spazio.

L’ossatura di un bambino può crescere in maniera molto disomogenea a seconda del soggetto, ciò dipende sia da fattori genetici, sia da posture scorrette. A questo non fa eccezione lo sviluppo di mascella e mandibola.
Se il vostro bambino presenta problemi di respirazione, di affollamento dentale o se ha delle difficoltà nel chiudere i denti, è indispensabile rivolgersi ad uno specialista in ortodonzia per una visita di controllo. Sarà possibile pianificare una terapia ortodontica che permetta, sin da bambini, di intervenire in maniera efficace e correggere le malocclusioni, o di raddrizzare la posizione di denti cresciuti in maniera irregolare.

L’apparecchio ortodontico è il dispositivo medico applicato da uno specialista per prevenire, intercettare e correggere i vari tipi di malocclusione, malposizione e disfunzione dei denti e delle strutture ossee.
Gli apparecchi ortodontici si dividono in due principali gruppi:
apparecchio fisso – composto da placchette metalliche o di ceramica fissate ai denti mediante tecnica adesiva;
apparecchio rimovibile – dispositivo medico che si “aggancia” ai denti, che può essere rimosso dal paziente e dallo specialista per adattarlo e poi reinserirlo. Può avere supporti speciali e/o bande molari. La sua efficacia è dovuta anche alla permanenza attiva nel cavo orale, è necessario – pertanto – tenere presente che un apparecchio ortodontico deve essere portato per un determinato numero di ore al giorno per essere efficace.
Crescere con un problema ortodontico, qualora lo si riscontrasse, significa amplificarlo perché il sistema corporeo acquisirebbe come normalità la malocclusione e fisserebbe la patologia con l’adattamento della funzione e della crescita ossea. In molti casi un intervento precoce raggiunge risultati che non è possibile ottenere a crescita ultimata.

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