Manutenzione dell’impianto

L’implantologia rappresenta una cura odontoiatrica di grande successo per il recupero delle zone della bocca rimaste prive di denti. Lo stretto legame che si crea tra l’osso e l’impianto permette di utilizzare questa struttura artificiale come una solida base pilastro per sostituire i denti mancanti.
È importante tuttavia sapere che la connessione che si ottiene fra osso e impianto, e quindi la previsione di vita di un impianto nella bocca, è correlata ad una serie di variabili fra le quali sono comprese la qualità dell’igiene orale, la frequenza dei controlli professionali e l’assunzione di un corretto stile di vita.

La placca batterica e il tartaro si depositano sugli impianti proprio come fanno sui denti naturali. L’igiene orale domiciliare, precisa e costante, assume quindi un’importanza determinante: mancando questa, la garanzia degli impianti può decadere.
Se gli impianti non vengono manutenuti regolarmente, i depositi batterici possono causare infiammazioni, plerimplantite e la conseguente perdita dell’impianto.

Essenzialmente la tecnica di pulizia non è diversa da quella di altre protesi fisse, ma per allontanare il rischio di infezioni è bene non tralasciare neanche per un giorno la detersione orale.
Le regole per una buona igiene orale per pazienti con impianti dentali sono: lavare i denti dopo ogni pasto per circa tre minuti; utilizzare una volta al giorno il filo interdentale (superfloss) sotto protesi; utilizzare lo scovolino per gli spazi interdentali più ampi. I collutori possono aiutare, ma non possono sostituire una accurata igiene meccanica.
È poi fondamentale sottoporsi alla manutenzione presso lo studio dentistico, con verifiche e sedute di igiene professionale. Per il primo anno i controlli devono essere effettuati ogni tre mesi, mentre dal secondo anno in poi può andar bene una cadenza semestrale.
Il dentista effettuerà una pulizia specialistica, rimuovendo il tartaro con strumenti ad ultrasuoni o manuali, aiuterà nell’evitare il ripetersi di errori nell’igiene domiciliare che a lungo andare possono danneggiare la struttura anatomica e terrà sotto controllo lo stato di salute dei tessuti intorno all’impianto, attraverso un’ispezione clinica dei segni di infiammazione.

Per quanto riguarda lo stile di vita, grandissima attenzione deve essere prestata al fumo, abitudine estremamente dannosa per l’osso e l’impianto. La colla nicotinica, di difficile rimozione anche con strumenti professionali, pone in serio pericolo il lavoro implantare. Il paziente portatore di protesi sostenute da impianti deve essere del tutto consapevole che fumare può danneggiare gravemente e anche irreversibilmente il contatto osso-impianto.

Comunque, attraverso la cura professionale del dentista, la cooperazione del paziente e l’igiene accurata, gli impianti possono durare una vita, confermandosi quindi come la terapia più stabile nel tempo.

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