Manutenzione della protesi mobile

Circa sette milioni di italiani utilizzano una protesi mobile. Alcuni portano la classica “dentiera“, altri le più confortevoli protesi mobili su impianto. In ogni caso, un controllo odontoiatrico periodico è una necessità imprescindibile.

Adattamento e tenuta

Chi porta la dentiera lo sa: la fase di adattamento di una protesi può richiedere alcuni giorni o varie settimane, periodo in cui la percezione sensoriale orale si altera completamente. È necessario un po’ di tempo per abituarsi, ma dopo qualche settimana la dentiera, che si è ormai assestata nella bocca, non darà più alcun tipo di problema. Per maggiore sicurezza, e per sentirsi psicologicamente confortati, si può utilizzare una crema, o polvere, adesiva. Questi prodotti riempiono di saliva lo spazio tra la gengiva e la protesi, garantendo un contatto ottimale tra le due. Il rischio di lesioni e di infiammazioni diminuisce, perché l’adesivo forma una specie di cuscino protettivo tra il materiale duro della dentiera e la mucosa sensibile della gengiva e del palato. L’adesivo ideale deve avere sapore neutro, garantire una buona tenuta ma, allo stesso tempo, essere facile da rimuovere per permettere una buona pulizia. Non deve lasciare residui sulla protesi né sulla mucosa del cavo orale, né provocare allergie o irritazioni locali. Per rimuovere i resti bisogna strofinare la protesi con una garza bagnata o impregnata di olio vegetale.

L’osso mascellare e mandibolare tende a riassorbirsi e, in questa situazione, una protesi totale mobile può cadere o muoversi troppo, mentre nel caso di una protesi parziale o combinata, lo sforzo di masticazione si scarica in modo eccessivo sui pilastri dentari danneggiandoli. Le protesi esercitano sui mascellari una pressione completamente diversa da quella dei denti naturali. Con la normale dentatura la pressione masticatoria si trasmette direttamente alle ossa mascellari, mentre con la dentiera ricade innanzitutto sulla gengiva. È dunque fondamentale che la dentiera sia perfettamente adattata perché i mascellari siano sollecitati in modo omogeneo. In caso contrario hanno tendenza a rimodellarsi in modo non uniforme. Il rimodellamento dei mascellari, molto intenso subito dopo l’estrazione dei denti, continua anche nei mesi e negli anni successivi. Per questo motivo, è necessario che il dentista riesamini regolarmente la dentiera, in modo da riadattarla in funzione dei cambiamenti della cavità orale. La protesi mobile necessita, dunque, della cosiddetta ribasatura, una tecnica che consiste nel recuperare il contatto perduto tra la sella o la base della protesi totale e la gengiva di appoggio, riempiendo lo spazio con della nuova resina.

Manutenzione

La manutenzione ottimale delle protesi dentarie prevede una scrupolosa cura igienica. La spazzolatura quotidiana, con apposito spazzolino in acqua fredda (le resine acriliche possono alterarsi a contatto con il calore), dovrebbe essere ripetuta dopo ogni pasto, ricordandosi di spazzolare i denti dall’alto al basso, con un dentifricio speciale o, comunque, non troppo abrasivo. Le protesi, dopo essere state spazzolate, vanno mantenute in un ambiente umido (è sufficiente una salvietta inumidita) per prevenire la disidratazione della resina. La disinfezione con pastiglie o soluzione a base di ossigeno nascente, usato periodicamente, inibisce la crescita di batteri. Associare la spazzolatura della dentiera e l’uso di soluzioni pulenti comporta notevoli vantaggi ed assicura un’igiene ottimale. Le soluzioni pulenti consentono infatti di lottare più efficacemente contro il tartaro, pulendo la dentiera anche nei punti difficilmente accessibili allo spazzolino. Alcuni di questi prodotti hanno un’azione a lungo termine contro la placca dentale, impedendone l’accumulo sui denti nel corso della giornata. Dopo averla immersa nella soluzione pulente, la protesi va sempre lavata sotto abbondante acqua corrente.

Per assicurare una buona irrigazione sanguigna della mucosa orale, parzialmente coperta dalla dentiera nel corso della giornata, può essere utile massaggiare quotidianamente le gengive, il palato, la lingua e le guance con uno spazzolino da denti morbido. Questo massaggio consente anche di eliminare la placca batterica e il tartaro che si accumulano su queste zone e che possono provocare irritazioni, infezioni o alitosi. L’impiego di colluttori, abbinato a strumenti meccanici risulta un ottimo complemento all’igiene orale. Se questi metodi di pulizia non danno i risultati attesi, per esempio in caso di concrezioni tenaci, è assolutamente sconsigliato l’uso di coltelli o attrezzi taglienti, perché danneggerebbero la superficie lucida dei denti, accelerando l’accumulo di tartaro. In questi casi, è invece necessaria una pulizia professionale da parte del dentista, che utilizza apparecchiature ad ultrasuoni o a vibrazioni, abbinate a soluzioni pulenti di tipo speciale.
Inoltre, l’edentulismo determina l’instaurarsi di una riduzione della capacità masticatoria e la difficoltà nella digestione e assimilazione del cibo. Il neo-portatore di protesi deve quindi essere rieducato alla masticazione, con l’introduzione progressiva di cibi liquidi, semisolidi e poi sempre più complessi fino a raggiungere la normale alimentazione.

Protesi rimovibili ancorate

Per le protesi rimovibili ancorate a impianti la manutenzione è veramente minima. Ovviamente un’accurata igiene orale è imprescindibile anche in questo caso. Mentre le protesi mobili devono essere costantemente ribasate (perché causano il riassorbimento dei tessuti ossei e gengivali di sostegno), le protesi ancorate ad attacchi necessitano solo della sostituzione delle guarnizioni degli attacchi quando questi si consumano. L’operazione richiede cinque minuti e viene effettuata indicativamente una volta all’anno, a seconda delle abitudini di masticazione del paziente; è semplicissimo accorgersi quando è ora di sostituire l’attacco, perché la protesi non ha più la stabilità assoluta che aveva quando le guarnizioni erano nuove. Poiché la sostituzione è rapida e non è necessario lasciare la protesi per la manutenzione, è possibile per i pazienti prendere appuntamento appena sentono i primi piccoli movimenti della protesi (che non danno alcun fastidio), in modo che possano sempre godere di una protesi stabile e confortevole.

[hr]

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *