Le tecniche dell’implantologia

L’importanza del possedere un’arcata dentaria completa era nota già ai nostri progenitori. Alcuni reperti archeologici, infatti, hanno messo in evidenza come la sostituzione di elementi dentari perduti con manufatti artificiali abbia origini antichissime, risalenti addirittura al Neolitico. Antichi popoli come gli Egizi e i Maya utilizzavano conchiglie, minerali o piccole parti di osso per sostituire i denti mancanti. Quanto più oggi, a distanza di secoli, ogni individuo vorrebbe mantenere un sorriso funzionale, sano e bello?

Nel corso degli anni gli studiosi hanno messo a punto nuove metodiche, migliorandole progressivamente. E oggi l’implantologia rappresenta uno dei settori più evoluti dell’odontoiatria, avvalendosi di tecniche avanzate e all’avanguardia. Tecniche che permettono di riabilitare i pazienti edentuli con una riuscita funzionale ed estetica all’insegna dell’eccellenza, restituendo una corretta masticazione e un aspetto estetico gradevole, in un connubio perfetto tra salute e piacevolezza esteriore.

Le tecniche chirurgiche utilizzate per l’inserimento degli impianti dentali sono principalmente due, denominate a carico differito oppure a carico immediato.

Implantologia a carico differito

È la procedura prevista dal protocollo standard. Questa tecnica prevede una fase chirurgica e una successiva fase protesica. Nella fase chirurgica, dopo gli opportuni accertamenti diagnostici, vengono inseriti i pilastri, ovvero le viti in titanio utilizzate come radici artificiali. Gli impianti vengono lasciati senza carico protesico per circa tre mesi, al fine di favorire una maggiore osteointegrazione, cioè un’unione ottimale tra osso e impianto. In seguito si procede con la fase protesica che ha inizio con la presa dell’impronta e, in linea di massima, una serie di prove prima dell’applicazione del manufatto protesico definitivo. Inizialmente questa era la tecnica più utilizzata poiché si temeva che non fosse possibile un’osteointegrazione efficace nei brevi tempi previsti dalla tecnica a carico immediato. Ma studi recenti hanno ormai confermato che anche gli impianti inseriti con carico immediato si integrano nell’osso in maniera eccellente, garantendo stabilità e riuscita nel tempo.

Implantologia a carico immediato

Attraverso questa tecnica è possibile ridurre i tempi e l’invasività dell’intervento, inserendo i pilastri nella zona edentula del paziente e posizionando immediatamente i denti sugli impianti appena immessi. La protesi è, quindi, montata contestualmente al pilastro nella stessa seduta o nell’arco di 48 ore. Tale metodica permette al cliente che entra nello studio senza denti o con elementi dentari da estrarre, di uscirne con gli impianti inseriti ed i denti provvisori fissati nel cavo orale. Il vantaggio di questa tecnica è che permette al paziente di non rimanere mai senza denti, tornando subito ad una normale vita sociale.

Flapless

Letteralmente: “senza incisioni”. Dopo un attento studio radiologico del caso, quando le condizioni anatomiche lo consentono – e c’è quindi un adeguato volume osseo – è possibile inserire gli impianti attraverso la gengiva, senza scollarla. Questa tecnica migliora la guarigione dei tessuti e riduce l’infiammazione post-chirurgica. Potendo fare a meno del bisturi si evita al paziente un dosaggio elevato di anestetico e di antidolorifico, oltre a ridurre notevolmente la durata dell’intervento. In più anche i soggetti considerati a rischio, come cardiopatici e diabetici, possono sottoporsi tranquillamente all’implantologia. Quello che è stato temuto come un limite del carico immediato, cioè la possibilità di riottenere la normale funzione masticatoria subito dopo l’impianto, viene risolto con la cosiddetta elettrosaldatura, tecnica che consente di collegare con un filo in titanio, direttamente nella bocca, gli impianti precedentemente inseriti. La protesi diventa così una struttura compatta, in grado di sopportare le elevate sollecitazioni di una precoce masticazione. E questo significa poter mangiare da subito. Inoltre, oggi, il filo in titanio, grazie agli impianti di ultima generazione, può essere rimosso dopo appena tre mesi. In sostanza si tratta solo di aspettare l’integrazione tra il titanio e l’osso della mandibola o della mascella, ottenendo una protesi estetica e funzionale in tempi ridotti.

All-on-four

È una moderna tecnica implantologica, veloce e affidabile, per la riabilitazione protesica dell’intera arcata superiore e inferiore. Letteralmente significa: “tutto su quattro”. Come dice il nome stesso è una metodica che permette di costruire una protesi fissa di dieci/dodici elementi dentali sorretti da solo quattro impianti, inseriti nella zona anteriore della mandibola, spesso provvista di una quantità abbondante di osso. È una tecnica che consente di evitare, o ridurre al minimo, la chirurgia di trapianto prevista per le gravi carenze d’osso, e di attuare il cosiddetto carico immediato, con il rapido recupero della funzione masticatoria. È una procedura particolarmente valida quando le arcate sono completamente prive di denti, come nel caso di un portatore di protesi totale, e quando la quantità di osso non è sufficiente a ospitare gli impianti inseriti in modo convenzionale. Può rivelarsi la scelta ottimale anche per quei pazienti che non desiderano sottoporsi al trapianto osseo necessario, o per coloro che ricercano una soluzione fissa, ma veloce e con un costo controllato. Questa tecnica prevede in prima istanza l’inserimento dei quattro impianti. Su questi pilastri viene temporaneamente ancorata una protesi acrilica fissa, solitamente di 12 denti, sufficienti a ricoprire tutta l’arcata superiore o inferiore. Tale manufatto coprirà tutto il periodo di osteointegrazione, variabile da 3 a 6 mesi. Durante questo periodo il paziente può masticare, già a poche ore di distanza dall’intervento, sicuro di un’estetica impeccabile.
Al termine dell’osteointegrazione, la protesi temporanea sarà sostituita con la protesi fissa finale, che potrà essere realizzata in metallo ceramica o metallo acrilico, secondo la preferenza del paziente.
La percentuale di successo della tecnica All-on-four è in linea con quella degli impianti inseriti in modo convenzionale.

Toronto bridge

È una protesi fissa che richiede sei impianti per riabilitare l’arcata superiore o inferiore. Permette quindi di dare al paziente una protesi fissa anche in caso di osso residuo esiguo e senza affrontare interventi complessi per rigenerare l’osso perso. Si applica avvitandola direttamente agli impianti. Sostituisce dieci/dodici elementi dentali e ripristina sia gli aspetti estetici che funzionali. È una tecnica ormai universalmente sperimentata e consolidata, oltre che molto diffusa, sia per la qualità sia per il costo contenuto e per l’ampio spettro di casistica in cui si può applicare.

[hr]

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *