Laser: cura delle parodontopatie

Il Laser per la cura delle Parodontopatie

La malattia parodontale ed i fenomeni infiammatori gengivali rappresentano una problematica molto comune.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, le parodontopatie colpiscono oltre il sessanta per cento della popolazione adulta. Molte persone, pur affette, non ne sono consapevoli perché, nelle forme iniziali, non sempre sono presenti sintomi evidenti.

Cosa si intende per parodontopatia?

Tutti abbiamo sentito parlare di gengivite, parodontite o, comunemente, “piorrea”. Si tratta di malattie flogistiche a carattere progressivo che colpiscono il paradonto, cioè l’insieme di strutture che circondano il dente e lo mantengono saldamente attaccato all’osso. Sono patologie causate da batteri presenti nel cavo orale, ed evolvono attraverso diversi stadi di crescente gravità, tanto da rappresentare la causa principale della perdita dei denti dopo i trenta anni di età.
La prima fase della malattia è un’infiammazione gengivale causata dall’accumulo di agenti patogeni che vanno ad aderire al margine gengivale, ai colletti e alla superficie dei denti. Essi, una volta insediatisi nel solco gengivale e nelle tasche parodontali, rilasciano tossine che hanno azione infiammatoria e cariogena. In conseguenza di ciò le gengive diventano edematose, dolenti e sanguinano con facilità. Nella fase successiva, l’infiammazione si estende all’osso alveolare, generando un riassorbimento osseo tale da scoprire colletti e radici dei denti. Nello stadio finale, la parodontopatia è tale da portare all’aumento della mobilità dei denti e quindi alla loro caduta.

Come si individua la parodontopatia?

Segnali di una sofferenza parodontale potrebbero essere: gengive arrossate, gonfie, che sanguinano e ritirate in alcuni punti; un fastidio o indolenzimento delle gengive o dell’osso sottostante; sensibilità al caldo e al freddo; cattivo odore o sapore nel cavo orale; denti mobili.
Questi sintomi, però, potrebbero sfuggire ad un’osservazione personale. È quindi fondamentale una puntuale visita odontoiatrica di controllo.
I fattori di rischio per lo sviluppo della patologia parodontale sono numerosi: fattori genetici, abitudini alimentari, scarsa igiene orale, fumo, il diabete mellito, gli squilibri ormonali fisiologici o dovuti a patologie endocrine. Le parodontopatie sono poi, esse stesse, un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di altre affezioni morbose, quali le miocardiopatie e la malattia coronarica, l’osteoporosi, le patologie respiratorie, i parti prematuri, il diabete.
Considerati, quindi, l’impatto e l’importanza di questa frequente patologia, risulta fondamentale non solo la cura appropriata e tempestiva, ma soprattutto la prevenzione. E nella prevenzione gioca un ruolo decisivo l’igiene. Quella cosiddetta “domiciliare” non sempre è sufficiente, ma è necessario rivolgersi ad un professionista.
L’intervento sulle parodontopatie è strettamente legato alla diagnosi. Se questa è precoce l’intervento è semplice, ed è possibile limitare i danni biologici, estetici e funzionali. Se invece la diagnosi viene fatta tardivamente i problemi sono molto più complicati da risolvere. Bisogna tener presente che le parodontopatie sono vere e proprie malattie infettive che decorrono in maniera subdola. I farmaci hanno un effetto limitato perché i batteri sono in grado di installarsi in strutture dove non vengono raggiunti dagli antibiotici o altri farmaci somministrati per via sistemica o locale. La primissima cosa da fare è una corretta diagnosi mediante radiografie dei singoli denti e il controllo di quanto la gengiva si è staccata dal dente. Questo si fa con una piccola sonda con cui si misura proprio la profondità della tasca che si forma tra il dente e la gengiva.

Laser per la cura delle parodontopatie

Il laser per la cura delle parodontopatie costituisce un ottimo aiuto sia nei casi meno gravi, sia in quelli più complessi. Ha il vantaggio di raggiungere i microrganismi che sono nascosti nelle strutture dove i farmaci non arrivano. Il raggio del laser penetra nella tasca parodontale, eliminando i batteri e la parete malata interna della tasca stessa.
Grazie all’uso sistematico e combinato di apparecchi di ingrandimento e del laser, è spesso possibile curare la parodontite in fase avanzata senza ricorrere alla chirurgia. L’ingrandimento consente il trattamento delle radici evitando l’apertura chirurgica delle gengive e il laser consente di eliminare i batteri patogeni.
L’uso del sottile raggio di luce è vantaggioso perché non necessita quasi mai di anestesia, elimina immediatamente il sanguinamento delle gengive e i disagi dovuti all’intervento chirurgico, elimina o riduce la mobilità dei denti, chiude le tasche parodontali distruggendo i batteri, rigenera i tessuti parodontali, ha un maggiore indice di successo, consente una facile risoluzione delle recidive e riduce i costi biologici ed economici. Questo moderno dispositivo rappresenta quindi un’interessante novità anche per la cura delle parodontopatie. Con risultati eccellenti e, soprattutto, indolori.

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