Igiene orale domiciliare

Igiene orale domiciliare: di cosa si tratta?

E’ un insieme di pratiche quotidiane che tutte le persone, indipendentemente dall’età, ceto sociale, condizioni economiche, sesso, religione, orientamento politico, pensiero filosofico, stato di salute o condizioni fisiologiche particolari come, ad esempio, la pubertà, la gravidanza o la menopausa, devono mettere in atto al fine di garantire un livello di igiene compatibile con la salute orale.

Per eccellenza rappresenta la prevenzione delle varie patologie che possono nascere nel cavo orale come le gengiviti, le parodontiti (piorrea), le carie, la candidosi, etc. a costo bassissimo ma con una rilevanza temporale rimarchevole nel preservare la salute della bocca nonché dell’intero organismo.

Igiene orale domiciliare: cenni storici

Da sempre l’uomo, nel prendersi cura di sé, ha adottato diverse strategie anche per la cura della salute orale. La più comune pratica che è arrivata fino ai nostri tempi e che si mantiene ancora in certe popolazioni è quella di sciacquarsi la bocca dopo i pasti con acqua, con acqua leggermente salata o con bicarbonato, con acqua aromatizzata ma anche con soluzioni alcooliche di diversa fattura e molteplici aromi che andavano dalla comune menta piperita fino agli oli essenziali che tuttora troviamo sul mercato, ma anche l’utilizzo di ramoscelli, piume, bastoni da masticare, schegge di osso, aculei di porcospino, etc.

I denti venivano anche strofinati con gesso, argilla o bicarbonato. Risale invece al 3300 a.c. il primo artefatto umano con ruolo di spazzolino: altro non era che un bastone da masticare con una parte sfilacciata e ammorbidita che veniva utilizzata per il lavaggio dei denti. In Cina, intorno al 1223, si tenta di fabbricare uno spazzolino da denti con l’aiuto di crini o peli di coda di cavallo inseriti e fissati con della colla su un bastoncino di osso di bue. Per avere il primo spazzolino prodotto in serie, bisogna però aspettare l’Inghilterra del 1780 seguito poi nel 1857 dal primo brevetto. Nel 1938 inizia la fabbricazione dei primi spazzolini con setole in nylon molto più igieniche e nel 1959 compaiono gli spazzolini elettrici Broxodent. Da questo momento compaiono sul mercato innumerevoli modelli con diverse tecnologie.

Igiene orale domiciliare: uso dello spazzolino

Rispetto alla scelta dello spazzolino, è più importante il metodo utilizzato. Una buona igiene orale è garantita da un corretto spazzolamento con uno spazzolino da denti in senso gengi-dentale (da rosa a bianco) delle superfici dentali esterne e interne, nonché della superficie occlusale. Non meno importante è la detersione della lingua che può essere eseguita anche con uno spazzolino privo di dentifricio, con movimenti in senso postero-anteriore. Un corretto e regolare spazzolamento della lingua contribuisce in larga misura a combattere l’alitosi. Il passaggio successivo è l’utilizzo del filo interdentale in modo da detergere gli spazi tra un dente e l’altro, ed eventualmente un collutorio. Lo spazzolino manuale dovrebbe essere cambiato non appena le setole appaiono larghe e consumate oppure quando alla base delle setole si può osservare un deposito di colore biancastro, segno di deposizione e consolidamento mineralizzato della placca batterica matura.

Il modo corretto di spazzolare i denti è il seguente:

  • con moto dalla gengiva verso il colletto del dente, quindi dall’alto verso il basso per i denti superiori e viceversa per quelli inferiori;
  • prima sopra e poi sotto;
  • occorre arrivare fino a dove è meccanicamente possibile, facendo attenzione ad insistere tra dente e dente;

fare attenzione alle superfici dentali posteriori all’ultimo dente presente dove l’accumulo di placca batterica è più consistente ed è dovuto a mancanza di auto detersione insistere un po’ di più sulla superficie interna degli incisivi inferiori dove, solitamente, avviene una deposizione di tartaro più massiccia. L’operazione deve essere ripetuta più volte per evitare di lasciare zone scoperte; per convenzione si dice di lavarsi i denti per almeno due – tre minuti e non meno di due volte al giorno.

Igiene orale domiciliare: uso dello scovolino

Un altro presidio per l’igiene domiciliare è lo scovolino, ottimo per gli spazi interdentali, zone perimplantari e sotto ponti o manufatti protesici fissi come per esempio le barre di Dolder o i Toronto Bridge e l’idropulsore, molto utile nel caso di persone protesizzate ma sicuramente il loro uso non sostituisce lo spazzolino.

Comunque sia, tutte queste manovre servono per eliminare sia i resti alimentari sia la placca batterica che è il maggior responsabile della formazione delle carie e della malattia parodontale. La placca batterica, costituita da cellule esfoliate dalle mucose della cavità orale, batteri, acqua e altre sostanze, induce una demineralizzazione dei denti favorendo l’insorgere delle carie e determina anche una risposta infiammatoria a livello delle gengive che diventano rosso scuro più o meno gonfie e sanguinanti (gengivite). Con il tempo questa situazione può degenerare in malattia parodontale (piorrea) che può portare alla perdita dei denti stessi.

Igiene orale domiciliare: la prevenzione

Di buona norma è anche l’auto ispezione del cavo orale con lo scopo di osservare tutte le superfici dei denti, delle guance, delle labbra, della lingua, del palato duro, del palato molle e della gola cercando di individuare eventuali alterazioni dei tessuti. Bisogna ricordare però che solo un controllo accurato eseguito con scrupolo e scientificità da un odontoiatra o da un igienista dentale può garantire un esame accurato e una valutazione professionale dello stato di salute del cavo orale nel complesso universo del benessere generale della persona. E’ quindi buona regola farsi controllare e consigliare in modo professionale almeno ogni 6 mesi.

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Igiene orale domiciliare: di cosa si tratta?

E’ un insieme di pratiche quotidiane che tutte le persone, indipendentemente dall’età, ceto sociale, condizioni economiche, sesso, religione, orientamento politico, pensiero filosofico, stato di salute o condizioni fisiologiche particolari come, ad esempio, la pubertà, la gravidanza o la menopausa, devono mettere in atto al fine di garantire un livello di igiene compatibile con la salute orale.

Per eccellenza rappresenta la prevenzione delle varie patologie che possono nascere nel cavo orale come le gengiviti, le parodontiti (piorrea), le carie, la candidosi, etc. a costo bassissimo ma con una rilevanza temporale rimarchevole nel preservare la salute della bocca nonché dell’intero organismo.

Igiene orale domiciliare: cenni storici

Da sempre l’uomo, nel prendersi cura di sé, ha adottato diverse strategie anche per la cura della salute orale. La più comune pratica che è arrivata fino ai nostri tempi e che si mantiene ancora in certe popolazioni è quella di sciacquarsi la bocca dopo i pasti con acqua, con acqua leggermente salata o con bicarbonato, con acqua aromatizzata ma anche con soluzioni alcooliche di diversa fattura e molteplici aromi che andavano dalla comune menta piperita fino agli oli essenziali che tuttora troviamo sul mercato, ma anche l’utilizzo di ramoscelli, piume, bastoni da masticare, schegge di osso, aculei di porcospino, etc.

I denti venivano anche strofinati con gesso, argilla o bicarbonato. Risale invece al 3300 a.c. il primo artefatto umano con ruolo di spazzolino: altro non era che un bastone da masticare con una parte sfilacciata e ammorbidita che veniva utilizzata per il lavaggio dei denti. In Cina, intorno al 1223, si tenta di fabbricare uno spazzolino da denti con l’aiuto di crini o peli di coda di cavallo inseriti e fissati con della colla su un bastoncino di osso di bue. Per avere il primo spazzolino prodotto in serie, bisogna però aspettare l’Inghilterra del 1780 seguito poi nel 1857 dal primo brevetto. Nel 1938 inizia la fabbricazione dei primi spazzolini con setole in nylon molto più igieniche e nel 1959 compaiono gli spazzolini elettrici Broxodent. Da questo momento compaiono sul mercato innumerevoli modelli con diverse tecnologie.

Igiene orale domiciliare: uso dello spazzolino

Rispetto alla scelta dello spazzolino, è più importante il metodo utilizzato. Una buona igiene orale è garantita da un corretto spazzolamento con uno spazzolino da denti in senso gengi-dentale (da rosa a bianco) delle superfici dentali esterne e interne, nonché della superficie occlusale. Non meno importante è la detersione della lingua che può essere eseguita anche con uno spazzolino privo di dentifricio, con movimenti in senso postero-anteriore. Un corretto e regolare spazzolamento della lingua contribuisce in larga misura a combattere l’alitosi. Il passaggio successivo è l’utilizzo del filo interdentale in modo da detergere gli spazi tra un dente e l’altro, ed eventualmente un collutorio. Lo spazzolino manuale dovrebbe essere cambiato non appena le setole appaiono larghe e consumate oppure quando alla base delle setole si può osservare un deposito di colore biancastro, segno di deposizione e consolidamento mineralizzato della placca batterica matura.

Il modo corretto di spazzolare i denti è il seguente:

  • con moto dalla gengiva verso il colletto del dente, quindi dall’alto verso il basso per i denti superiori e viceversa per quelli inferiori;
  • prima sopra e poi sotto;
  • occorre arrivare fino a dove è meccanicamente possibile, facendo attenzione ad insistere tra dente e dente;

fare attenzione alle superfici dentali posteriori all’ultimo dente presente dove l’accumulo di placca batterica è più consistente ed è dovuto a mancanza di auto detersione insistere un po’ di più sulla superficie interna degli incisivi inferiori dove, solitamente, avviene una deposizione di tartaro più massiccia. L’operazione deve essere ripetuta più volte per evitare di lasciare zone scoperte; per convenzione si dice di lavarsi i denti per almeno due – tre minuti e non meno di due volte al giorno.

Igiene orale domiciliare: uso dello scovolino

Un altro presidio per l’igiene domiciliare è lo scovolino, ottimo per gli spazi interdentali, zone perimplantari e sotto ponti o manufatti protesici fissi come per esempio le barre di Dolder o i Toronto Bridge e l’idropulsore, molto utile nel caso di persone protesizzate ma sicuramente il loro uso non sostituisce lo spazzolino.

Comunque sia, tutte queste manovre servono per eliminare sia i resti alimentari sia la placca batterica che è il maggior responsabile della formazione delle carie e della malattia parodontale. La placca batterica, costituita da cellule esfoliate dalle mucose della cavità orale, batteri, acqua e altre sostanze, induce una demineralizzazione dei denti favorendo l’insorgere delle carie e determina anche una risposta infiammatoria a livello delle gengive che diventano rosso scuro più o meno gonfie e sanguinanti (gengivite). Con il tempo questa situazione può degenerare in malattia parodontale (piorrea) che può portare alla perdita dei denti stessi.

Igiene orale domiciliare: la prevenzione

Di buona norma è anche l’auto ispezione del cavo orale con lo scopo di osservare tutte le superfici dei denti, delle guance, delle labbra, della lingua, del palato duro, del palato molle e della gola cercando di individuare eventuali alterazioni dei tessuti. Bisogna ricordare però che solo un controllo accurato eseguito con scrupolo e scientificità da un odontoiatra o da un igienista dentale può garantire un esame accurato e una valutazione professionale dello stato di salute del cavo orale nel complesso universo del benessere generale della persona. E’ quindi buona regola farsi controllare e consigliare in modo professionale almeno ogni 6 mesi.

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