Igiene dell’impianto

La nostra bocca è abitata da batteri che possono diventare agenti patogeni. Per questo l’igiene orale è sempre imprescindibile: sia con i denti naturali, sia in caso di impianti.
Ma se con i propri elementi dentari questa fondamentale regola non sempre è stata – erroneamente – rispettata, dopo l’implantologia deve assolutamente diventare un’abitudine irrimandabile.
In fondo la pulizia del cavo orale è un atto di attenzione verso se stessi, e può essere semplicemente vissuta come un momento per dedicarsi al proprio benessere. Chi ha scelto l’implantologia ha la fortuna di avere una dentatura del tutto simile a quella naturale che si può pulire in modo altrettanto semplice. Le pratiche di igiene orale dopo l’innesto dell’impianto, infatti, non si differenziano dalla normale pulizia dei propri denti. Unica attenzione deve essere la costanza.

Anche se le protesi non si possono cariare, i batteri presenti nella placca e nel tartaro possono compromettere l’osso che circonda l’impianto. Per questo una corretta igiene orale è necessaria per mantenere nel tempo la stabilità delle viti in titanio e delle protesi ad esse ancorate. La pulizia della bocca è elemento essenziale per il successo e la durata dell’impianto, quindi il paziente deve essere consapevole che la sua collaborazione in tal senso è fondamentale per il buon esito del trattamento.
L’igiene dentale ideale va effettuata dopo ogni pasto principale e prevede, in primo luogo, lo spazzolamento di tutti gli elementi dentari con un buon dentifricio. I denti possono essere puliti con un semplice spazzolino manuale dalle setole morbide, applicando la tecnica che si dovrebbe seguire anche per i denti naturali. Bisogna investire almeno due minuti del proprio tempo, iniziando a spazzolare le superfici interne ed esterne dei denti, mantenendo un angolo di 45 gradi con brevi movimenti verticali. Si passa poi alle superfici di masticazione, mantenendo lo spazzolino orizzontale e spazzolando al di sopra di queste zone. Per le parti interne dei denti frontali, occorre invece girare lo spazzolino in posizione verticale e, delicatamente, spazzolare con la punta delle setole. Come per i denti naturali, è utile pulire la lingua con movimenti da dietro verso avanti, in modo da rimuovere residui di cibo e batteri.

Nella pulizia degli impianti sono particolarmente importanti gli spazi interdentali e le zone di transizione con la gengiva. Qui, infatti, si insediano rapidamente i batteri che possono attaccare il tessuto molle e, con il tempo, anche l’osso intorno all’impianto. Questo si può però evitare usando il filo interdentale o gli scovolini, piccoli spazzolini che permettono di raggiungere anche gli angoli più nascosti. Uno strumento utile per il controllo della placca intorno al moncone è lo spazzolino sulculare, uno speciale spazzolino morbido dotato di sole due file di setole, atte a inserirsi nel solco gengivale. Oppure, al posto dello spazzolino manuale, si può usare uno elettrico con testine multiple che consente pieno accesso intorno al moncone, cronometrando anche il giusto tempo di spazzolamento.
Un altro utilissimo dispositivo per l’igiene della bocca è l’irrigatore che consente di effettuare una sorta di “doccia orale” attraverso un piccolo erogatore elettronico, il cui flusso garantisce un vero e proprio lavaggio a pressione di gengive e spazi interdentali. Il risultato finale sarà veramente di grande freschezza.
L’igiene orale quotidiana va completata con l’uso di un buon colluttorio che permette una riduzione della formazione di placca batterica, nemica numero uno della salute della bocca.
Una regola importante per chi ricorre all’implantologia dovrebbe essere quella di non fumare: il fumo ha infatti un impatto negativo molto più forte sugli impianti che sui denti naturali.

In una prima fase, subito dopo l’inserimento degli impianti, l’igiene domiciliare deve essere accurata ma delicata, evitando di intervenire sulle suture e sulla parte operata. In questa fase, come indicherà il dentista, sono indicati gli sciacqui con clorexidina o con un altro antisettico apposito. Questa delicata pulizia è efficace unicamente nella fase iniziale di guarigione.
Durante la seconda fase, quando gli impianti vengono scoperti per l’inserimento del moncone, il paziente proseguirà gli sciacqui con cadenza quotidiana per circa due settimane, seguiti poi dalla rimozione meccanica dei depositi e della placca con uno spazzolino morbido o altri strumenti. Quando il tessuto è maturato in maniera adeguata e si passa alla fase protesica, il dentista o l’igienista modificheranno ancora i criteri igienici che il paziente dovrà seguire a casa, arrivando alla pulizia di routine quotidiana.

Dentista e igienista forniscono al paziente tutte le istruzioni per la pulizia e la manutenzione degli impianti, oltre ad occuparsi in modo professionale dell’igiene dei denti a intervalli regolari, per eliminare anche i depositi più resistenti di placca. Gli impianti dentali vanno infatti tenuti puliti con molta cura sia a casa propria, sia attraverso le visite programmate dal dentista. I controlli regolari sono imperativi: solo così, infatti, è possibile verificare lo stato di salute dei tessuti molli, il livello dell’osso, l’integrità della parte protesica e rilevare con tempestività la presenza di eventuali problemi, per correggerli prima che diventino complicazioni.
In caso di impianto il rapporto con il dentista sarà a lungo termine: ma queste attenzioni regaleranno una dentatura forte e luminosa con cui sarà più facile sorridere alla vita.

[hr]

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *