Fluoroterapia

Il fluoro è un elemento molto utile nella prevenzione della carie sia durante lo sviluppo dei denti che dopo la loro completa eruzione. Ha un’elevata capacità di bloccare l’attività batterica della placca dentale ed inoltre riduce la demineralizzazione dello smalto e ne favorisce la sua rimineralizzazione.

La fluoroterapia – cioè la somministrazione di fluoro per la prevenzione della carie – è una profilassi molto utile, se condotta con intelligenza. Molti studi scientifici hanno dimostrato l’utilità e la sicurezza di questa pratica. Per far sì che la terapia sia il più possibile efficace è necessario, come consiglia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che l’uso del fluoro inizi quanto più precocemente possibile e che sia costante nel tempo. Le dosi e le metodiche di assunzione del fluoro devono essere indicate al genitore dal professionista di riferimento, in modo che possa essere controllata la quantità realmente assunta dal bambino ed evitare possibili sovradosaggi. Il fluoro esplica la sua azione integrandosi nella struttura dei denti quando questi sono in via di formazione all’interno delle ossa mascellari, rendendoli maggiormente resistenti e, quando è presente in buone concentrazioni nel cavo orale, riduce l’accumulo di placca, agendo direttamente sui batteri, causa della carie, ma soprattutto è in grado di remineralizzare lo smalto colpito da lesioni iniziali.

Il fluoro è l’elemento più efficace per prevenire la carie a tutte le età. Esso interviene già prima della nascita nella formazione dello smalto dei denti, rendendolo più resistente agli attacchi dei batteri, inoltre agisce anche a livello della placca batterica riducendone gli effetti dannosi. Studi recenti hanno dimostrato che sono sufficienti livelli di fluoro bassi ma costanti nella bocca per aiutare la ricostruzione dello smalto (rimineralizzazione) anche in presenza di carie iniziale.

Il fluoro è un minerale largamente diffuso in natura, può essere assunto attraverso l’acqua potabile, ma si trova anche nel tè e nel pesce azzurro. La quantità di fluoro che si ricava dagli alimenti è però piuttosto bassa. Poche aree geografiche in Italia hanno sufficiente fluoro naturale nelle loro acque potabili, ad esempio le zone intorno al Vesuvio e all’Etna. In Lombardia i livelli di fluoro nelle acque potabili sono generalmente insufficienti per prevenire la carie (meno di 0,3 milligrammi/litro). È possibile informarsi presso la ASL sui livelli di fluoro contenuti nell’acqua potabile del proprio comune e assumere così un integratore, scegliendo la forma più adatta per la propria età, dopo aver consultato il medico o il dentista.

Per conoscere il dosaggio corretto, il medico valuterà il tipo di acqua consumata dal bambino e la dose di fluoro da aggiungere alla sua dieta in base all’età. L’integrazione di fluoro per prevenire la carie è chiamata fluoroprofilassi e si attua, dai tre ai sei anni, con l’aiuto di piccole compresse o gocce. È consigliabile sciogliere il fluoro in bocca alla sera dopo la pulizia dei denti.
Occorre tenere conto che i bambini a quest’età non sono ancora in grado di sciacquare i denti e frequentemente ingeriscono una parte del dentifricio. Utilizzare, quindi, un dentifricio per bambini senza fluoro fino a sei anni, e successivamente uno a basso contenuto di fluoro.

Dalla nascita e per i primi sei mesi di vita, è indicata un’integrazione di fluoro per tutti i bambini che vivono in aree in cui la concentrazione di questo oligoelemento nelle acque potabili è bassa, e cioè la quasi totalità, ad eccezione di quelle che hanno origine in aree vulcaniche. Inoltre, in Italia, il consumo di acque minerali sostituisce in buona parte quello dell’acqua potabile; alcune di esse riportano sull’etichetta la concentrazione di fluoro che, in genere, non è sufficiente ad espletare efficacemente un’azione preventiva nei confronti della carie.
La somministrazione di compresse o gocce deve essere quindi quotidiana e le concentrazioni di fluoro assunte dovranno aumentare parallelamente alla crescita del bambino, ma sempre seguendo i consigli del medico. Fino ai tre anni questa sarà l’unica fonte aggiuntiva di fluoro ed è, quindi, sconsigliato utilizzare dentifrici che ne contengano per evitare la, seppur remota, possibilità di fluorosi, poiché il bambino potrebbe ingerire la pasta dentifricia. Successivamente, fino ai sei anni, il genitore può iniziare a far utilizzare due volte al giorno un dentifricio specifico per bambini, con basso contenuto di fluoro, ma sempre sotto la sua supervisione, e facendone utilizzare solo una piccola quantità. Raggiunti i sei anni, il bambino può far uso di un dentifricio per adulti a maggior concentrazione di fluoro.
I pericoli da sovradosaggio sono quasi nulli, e possono essere concreti solo in alcune zone geografiche ben note. L’assunzione di fluoro può continuare almeno fino ai dodici anni, ma molti consigliano di protrarla anche fino a sedici anni.

La fluoroterapia, oltre ad essere un reale mezzo per eliminare la carie, rappresenta un percorso educativo attraverso il quale poter sensibilizzare i bambini, e anche i genitori, all’importanza della prevenzione e alle problematiche della salute orale.

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