Emangiomi

Gli emangiomi sono anomali accumuli di strutture vascolari. Quelli che si presentano nel cavo orale sono, solitamente, lesioni benigne dei vasi sanguigni piuttosto frequenti.
Possono essere congeniti, cioè manifestarsi fin dalla nascita, oppure possono formarsi successivamente. Spesso si presentano sulla pelle, o sulle mucose, con chiazze dalla colorazione simile a quella del vino rosso e vengono definiti comunemente “voglie”.

Distinguendoli in base all’aspetto, gli emangiomi possono essere definiti piani quando si presentano come macchie vascolari non in rilievo, di forma e volume variabili, modesti e localizzati oppure molto estesi. Il colore può variare dal rosato al rosso vivo, accentuandosi durante gli sforzi e negli stati febbrili e attenuandosi invece nelle emorragie e, nelle donne, durante il periodo mestruale.
Sono invece definiti tuberosi o cavernosi per via del loro rilievo, quando formano una piccola sporgenza di forma semicircolare, simile ad una fragola. Possono essere rigonfi e di colore rosso vivo (le cosiddette “voglie di fragola”) o avere una sfumatura bluastra, dovuta alla presenza di sangue venoso.

Quando questi emangiomi si manifestano nel cavo orale (guance, lingua, labbro) possono rappresentare un problema dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista funzionale perché potrebbero interferire con la masticazione, essere traumatizzati dai denti e, di conseguenza, sanguinare abbondantemente. Questo avviene particolarmente quando gli emangiomi compaiono nella parete interna delle guance o sulla lingua.

La terapia tradizionale di queste lesioni benigne è di tipo chirurgico. Consiste nella enucleazione e nella asportazione della lesione con bisturi (o elettrobisturi), nell’apposizione di una sutura e nella successiva guarigione. Intervenendo su un tessuto così ricco di vasi sanguigni l’asportazione chirurgica può risultare però complicata, a causa del rischio di emorragie. Queste sono generalmente ben controllabili nelle forme minori di angioma, ma possono comunque prolungare la durata dell’intervento.
Attualmente invece, per la cura degli emangiomi, ci si può avvalere del supporto di laser odontoiatrici che presentano notevoli vantaggi nella semplicità della procedura, nella mancanza completa di sanguinamento e nella velocità di guarigione.

Tra tutti i laser utilizzati in odontoiatria, il laser a diodi è il raggio di luce elettivo e altamente versatile nell’utilizzo sui tessuti molli. Il fatto che questo strumento emetta radiazioni nel campo dell’infrarosso fa sì che il suo bersaglio elettivo siano i tessuti dotati di pigmento rosso e quindi i vasi sanguigni sono un ottimo bersaglio per l’azione del fascio di luce.
Svolge effetti di taglio e coagulazione, garantendo risultati ottimali. Basti pensare che un elettrobisturi procura un danno minimo a circa quattrocento strati cellulari, un bisturi a duecento, mentre un laser a diodi nell’intervento si limita a due/cinque strati cellulari, senza che si verifichi alcuna emorragia.
Essendo l’emangioma fondamentalmente un agglomerato di vasi sanguigni di piccolo calibro, il laser a diodi può essere usato con una tecnica mini invasiva di disidratazione forzata con fotocoagulazione indotta, non in contatto con il tessuto. L’emangioma viene in pratica sottoposto a deidratazione, sfruttando l’affinità del diodo per la emoglobina; secondo le dimensioni della lesione sottoposta alla radiazione laser l’emoglobina scompare dopo circa 2-4 settimane assumendo in un primo momento un aspetto biancastro sulle mucose, per poi ripristinare il normale aspetto estetico del tessuto.

Inoltre il laser a diodi è spesso utilizzato senza la necessità di dover ricorrere ad anestesia locale e, possedendo ottime capacità emostatiche, diventa molto raro, dopo l’intervento, dover applicare punti di sutura.

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