Il collutorio

Il termine collutorio deriva dal latino collùtus, participio passato di collùere, ovvero “sciacquare”. Il collutorio è, infatti, un liquido medicale che, con un semplice sciacquo, garantisce un’igiene orale completa.

All’interno della nostra bocca c’è un vero e proprio ecosistema dinamico, in continua evoluzione. In esso convivono fino a 700 specie di microrganismi, alcuni dei quali sono indispensabili per la nostra salute, altri invece possono diventare dannosi se non contrastati efficacemente. Il semplice spazzolamento dei denti potrebbe non essere sufficiente perché l’azione delle setole non raggiunge zone importanti come la lingua, il palato e l’interno delle guance. Integrando l’azione dello spazzolino con l’utilizzo del filo interdentale, del nettalingua ed eventualmente dello scovolino, ci si può assicurare una perfetta pulizia attraverso una strategia d’azione combinata. Quando consigliato dall’odontoiatra o dall’igienista dentale il collutorio, grazie a eventuali principi attivi al suo interno, può completare l’igiene della bocca e combattere infiammazioni, afte o altro tipo di problematiche. Combattendo i batteri, aiuta a proteggere le gengive, prevenendo i disturbi parodontali. È ideale per i portatori di protesi, apparecchi ortodontici e impianti, più soggetti all’accumulo di placca e alle irritazioni gengivali. Il collutorio aiuta a prevenire e a gestire i problemi di alitosi, oltre ad essere utile prima e dopo qualsiasi intervento odontoiatrico, per limitare lo sviluppo di infiammazioni gengivali.

Alcuni collutori sono indicati per uso quotidiano, altri hanno una funzione curativa per specifiche patologie. Questi ultimi devono essere utilizzati per un periodo limitato, in media 10-15 giorni o anche di più. I collutori ad uso quotidiano, invece, sono formulati per poter essere adoperati tutti i giorni, come completamento della pulizia abituale dei denti.
Si possono quindi distinguere due tipologie di collutori: i collutori medicati (reperibili esclusivamente nelle farmacie o parafarmacie) e i collutori cosmetici.
L’azione antibatterica più significativa è generalmente demandata alla clorexidina o al triclosan. Esistono anche collutori a base di oli essenziali di piante officinali con proprietà antisettiche, antinfiammatorie, analgesiche e calmanti La clorexidina è un principio attivo impiegato per la sua elevata azione antiplacca e antibatterica. Questa sostanza si lega alla superficie cellulare dei batteri, contrastandone la proliferazione. Legandosi alla matrice della placca, ne impedisce lo sviluppo favorendo così la naturale guarigione. La clorexidina agisce rapidamente ed è caratterizzata da una elevata ritenzione nel cavo orale; mantiene infatti l’attività antiplacca e antibatterica fino a otto/dodici ore. A seconda della concentrazione viene utilizzata come terapia d’urto, di mantenimento o protettiva. Gli effetti secondari indesiderati sono la colorazione marrone della lingua e la pigmentazione dei denti e l’ageusia caratterizzata dall’alterazione del gusto dei cibi, conseguenze comunque reversibili dopo la sospensione del trattamento. Per questo motivo è sconsigliato l’uso prolungato oltre tre settimane.
I collutori con questo ingrediente vengono generalmente consigliati dal dentista dopo interventi chirurgici nel cavo orale, e nel trattamento di gengivite, parodontite, stomatite aftosa e ulcere della mucosa orale.

Chi ha problemi di sensibilità dentale può orientare la propria scelta su collutori a base di fluoro, prodotti tra l’altro in grado di svolgere un’azione remineralizzante degli strati superficiali dello smalto e di svolgere una prevenzione anticarie.

Un collutorio quotidiano può essere utilizzato due volte al giorno, dopo aver spazzolato i denti. Bastano venti ml di soluzione, l’equivalente di quattro cucchiaini da caffè. Il prodotto non deve essere diluito poiché è già pronto all’uso. Va effettuato uno sciacquo di tutta la bocca per un minuto circa, senza ingerire il prodotto. Ovviamente l’uso del collutorio non elimina la necessità dell’uso degli strumenti di pulizia orale. Il collutorio va considerato unicamente come supporto e non come sostituto di spazzolino, dentifricio, filo interdentale e scovolino.

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