Bite

Bite: a chi si rivolge

Per una persona su dieci stringere i denti durante il riposo notturno è un modo inconsapevole di scaricare le tensioni quotidiane. Ci si sveglia, però, con la mandibola stanca, i denti si appiattiscono e si usurano, nascono anche altri dolori: siamo in presenza del fenomeno del bruxismo.
Per chi soffre di bruxismo la soluzione per tornare a riposare serenamente, ed essere meno nervosi durante la giornata, si può trovare in un piccolo dispositivo orale che aiuta a controllare i movimenti inconsapevoli della mascella: il cosiddetto bite.

Bite: di cosa si tratta e come si usa

Il bite (dall’inglese “morso”) è un apparecchio mobile trasparente, molto simile al paradenti utilizzato dai pugili, realizzato su misura in base alle impronte dei denti di ogni singolo paziente. È capace di contrastare i problemi di scorretta occlusione delle arcate dentarie, dovuti ad esempio a un’errata otturazione di una carie, o a una crescita difficoltosa dei denti del giudizio, fino a patologie più serie che possono comportare uno spostamento della mandibola dalla sua posizione naturale e quindi sintomi quali mal di schiena, mal di testa e dolori cervicali. Se i denti non sono allineati, infatti, ne risente l’intera postura del corpo.
Il bite, una volta collocato nella bocca, è in grado di portare la mandibola nella posizione corretta. Permette di non digrignare o serrare i denti durante la notte, corregge la postura e può risolvere cefalee e dolori al rachide.
Il bite, nei casi di bruxismo notturno, ha un triplice effetto: protegge lo smalto dai traumi da sfregamento e serramento dei denti, ristabilisce il corretto allineamento delle due arcate dentali ed elimina le tensioni muscolari a livello della mandibola e del collo.
Pratico da usare, lavabile in acqua fredda con un semplice spazzolino da denti e del dentifricio, si conserva in un’apposita custodia. Si mette solitamente prima di andare a letto, ma può essere usato anche in tutte le occasioni in cui si verifica il digrignamento dei denti, ad esempio alla guida o mentre si fa sport, e il periodo temporale di utilizzo è variabile a seconda dei casi, così come il costo.

Bite: prescrizione

Questo piccolo apparecchio può essere un importante ausilio terapeutico quando è veramente indicato, ben concepito e attentamente costruito. Il suo uso corretto è di competenza dei medici e degli odontoiatri esperti in gnatologia. In farmacia si trovano bite auto modellanti, più economici, ma è consigliabile un prodotto su misura per evitare di causare danni a denti e gengive. Il bite che si compra in farmacia, infatti, non è preciso e può provocare infiammazioni, mentre il dispositivo realizzato ad hoc in laboratorio è adattato alla singola persona. Il bite deve essere individuale e su misura per il paziente per dimensioni, forma e materiale. La maggiore o minore durezza, infatti, costituisce una precisa indicazione a seconda del tipo di utilizzo e della causa del bruxismo.

Bite: tipologie

Un bite morbido induce un riequilibrio ed un rilassamento dei muscoli masticatori, ed è indicato in patologie prettamente muscolo-tensive. Questo tipo di placca è definito comunemente bite-plane e il suo obiettivo principale è la deprogrammazione dei muscoli masticatori, col conseguente rilassamento muscolare.
Un bite duro, invece, è indicato nell’intercettazione e nella correzione di abitudini viziate e parafunzioni, come tenere i denti serrati o mordersi le labbra. Questo tipo di bite risulta spesso utile ad alleviare i dolori e gli attacchi algici da nevralgia del trigemino.
I bite che ridefiniscono una nuova occlusione sono definiti ortotici. Si tratta di bite funzionali che ridefiniscono la chiusura dentale, permettendo di verificare nel tempo l’efficacia fisiologica. La valenza del bite ortotico è quindi doppia: è in grado di fornire una nuova stabilità, riequilibrio muscolare e funzionalità temporo-mandibolare, favorendo masticazione, deglutizione e riallineamento posturale, e in più consente la verifica della posizione scelta ai fini di eventuali terapie definitive future.

Bite: utilizzi specifici

Il mondo dello sport ha scoperto il bite per migliorare in maniera assolutamente naturale le prestazioni degli atleti, in quanto con l’ottimizzazione dei rapporti posturali si ottengono molteplici benefici, tra i quali un minor consumo di energia e una migliore espressione della forza fisica e mentale.
Nei bambini invece, anche se il bruxismo è molto frequente, non è consigliabile l’utilizzo di bite. Durante il periodo della dentizione mista il digrignamento è spesso assiduo e rumoroso, ma può essere legato all’occlusione ancora instabile o a tensioni emotive della fase di crescita. Durante l’ortodonzia, invece, il bite può correggere la crescita alterata dei mascellari. Dopo l’ortodonzia può ancora essere utile per stabilizzare i risultati ottenuti.

Per concludere

Almeno dieci persone su cento rovinano i denti serrandoli nel sonno senza accorgersene. Il bite può essere quindi uno strumento utilissimo per evitare l’usura, danni al parodonto e per la ricerca di un’occlusione che metta in buon rapporto il mascellare superiore con la mandibola. Costruito con resine acriliche trasparenti o con materiali termoformati, il bite viene utilizzato per le problematiche dentali innanzitutto, ma anche per problemi posturali legati al rapporto tra cranio, colonna vertebrale e arti superiori e inferiori. È un dispositivo fondamentale per la ricerca di quegli equilibri per cui un individuo possa essere bilanciato, stabile, riposato, rilassato e quindi forte fisicamente. L’importante è, sempre, affidarsi ad un esperto ed evitare il “fai da te”.

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1 commento
  1. angelo
    angelo dice:

    salve dott.Roberto sono un uomo che sofre di bruxismo da anni,avavo un bite a una arcata,ma non mi sono trovato bene.Vorrei sapere se si potrebbe fare un bite a doppia arcata,in modo da non far muovere le due arcate(tipo i denti da vampiro di carnevale)Grazie e Buone Feste

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