Biofilm e placca

Il termine biofilm si riferisce ad un’aggregazione di microrganismi, caratterizzati dalla secrezione di una matrice adesiva e protettiva, in grado di far aderire i batteri tra di loro e alle superfici.
La placca dentale è un esempio di biofilm, e il biofilm è la ragione per cui l’igiene orale quotidiana è così importante.

La placca – primo nemico della salute della bocca – è, dunque, un biofilm di germi tenacemente adesi tra loro e alle superfici dentali. È uno strato simile ad una pellicola che isola e difende i batteri, permettendo loro di aderire saldamente ai denti e di liberare, attraverso il loro metabolismo, acidi corrosivi ed enzimi capaci di intaccare lo smalto dei denti e provocare la carie.
Nonostante possa essere completamente rimossa, essa tende a riformarsi in pochi minuti. I batteri sono in grado di raddoppiare il loro numero in solo ventiquattro ore, organizzandosi in un habitat congeniale, costituito da residui alimentari. L’insieme di zuccheri, grassi, carboidrati, sali minerali costituisce un terreno fertile in cui i microrganismi possono agevolmente riprodursi per poi colonizzare la superficie dei denti.

Già mezz’ora dopo aver assunto del cibo, i batteri selezionano i nutrienti che possono essere loro utili: questo comporta la moltiplicazione degli agenti patogeni e l’ispessimento del biofilm che li protegge. Dopo un’ora dalla sua formazione, la placca diventa una sorta di reticolo pieno di batteri: un solo milligrammo di placca dentale ne contiene fino a cinquecento milioni. E un milligrammo di placca corrisponde solamente ad una superficie di circa un millimetro quadrato: si può dedurre, quindi, quanti miliardi di germi popolano la nostra bocca, liberi di agire indisturbati e di arrecare danni a denti, gengive, osso e a tutti i tessuti del cavo orale.

Se la placca batterica non viene completamente rimossa con una corretta igiene orale, subisce una serie di processi di mineralizzazione che la trasformano in tartaro, un’incrostazione dura e gessosa che aderisce tenacemente alla base dei denti e che si insinua anche al di sotto delle gengive. L’azione congiunta del tartaro e del metabolismo batterico predispone la dentatura alla carie e, con il tempo, può anche provocare una parodontite, minando la struttura di sostegno del dente. Inizialmente le gengive possono perciò infiammarsi, diventare rosse, gonfie e sanguinare, soprattutto durante lo spazzolamento.
Si scatena così un processo che disgrega il tessuto osseo: le gengive si ritirano e si formano le tasche parodontali, ovvero delle sacche comprese tra il dente e la gengiva, che diventano il luogo ideale per lo sviluppo dei batteri che al loro interno proliferano indisturbati, diventando sempre più aggressivi. La tasca diventa sempre più profonda e l’infiammazione dilaga al punto da far sì che il dente perda lentamente il suo sostegno, diventi mobile e infine cada.

Difendersi è però possibile: i batteri responsabili della carie e delle gengiviti hanno bisogno di tempo per organizzarsi nella placca. Bisogna quindi giocare in contrattacco, spiazzandoli prima che possano diventare aggressivi, attraverso una corretta ed efficace azione di pulizia domiciliare e regolari sedute di igiene orale dal dentista.
L’unico modo per rimuovere la placca batterica da denti e gengive, prima che ne comprometta la salute, è quella di utilizzare pazientemente e nella giusta maniera spazzolino e filo interdentale. È anche consigliabile limitare l’assunzione di bevande e cibi ricchi di zucchero e amido, specialmente gli snack, soprattutto tra un pasto e l’altro. La pulizia è particolarmente raccomandata dopo i pasti principali e in particolare dopo quello serale, in quanto nelle ore di riposo i batteri sono facilitati nella loro azione nociva.
La placca attecchisce soprattutto negli spazi interdentali, nelle superfici occlusali, nelle irregolarità dello smalto o in prossimità della gengiva e del dente (colletto). Quindi, oltre all’uso meticoloso dello spazzolino, per rimuovere il biofilm è necessario il filo interdentale e l’impiego di dentifrici al fluoro e colluttori da usare su indicazione del dentista. I colluttori antibatterici interferiscono con i processi di adesione dei batteri cariogeni sulla superficie dei denti, impedendo relazioni decisamente troppo prolungate e pericolose.

È fondamentale recarsi con regolarità dal dentista per la pulizia dei denti. Il tartaro una volta formatosi può essere rimosso solo professionalmente, con l’utilizzo di apparecchi capaci di frantumarlo e rimuoverlo. Il trattamento viene effettuato con piccoli spazzolini rotanti o punte di gomma, dispositivi a ultrasuoni o curette.
Un ulteriore aiuto è il sistema Air-Flow, un metodo di pulizia professionale costituito da un getto controllato di aria compressa, acqua demineralizzata e particelle di micro polvere di glicina che rimuove il biofilm batterico, decontamina e lucida la superficie dei denti. La placca, le concrezioni molli e le pigmentazioni scompaiono rapidamente e senza dolore, anche negli spazi interdentali. Con questo sistema è possibile raggiungere e pulire anche le tasche parodontali più profonde, con grande efficacia e confort per il paziente.

È bene non sottovalutare i possibili rischi connessi alla formazione di placca e tartaro. Oltre a rovinare il sorriso, i fattori di virulenza espressi dagli agenti patogeni presenti nel biofilm, uniti a cambiamenti del sistema immunitario, potrebbero causare degli attacchi acuti e perfino la diffusione dell’infezione ad altre aree del corpo.

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