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Sbiancamento dei denti: rimedi naturali

Rimedi naturali per lo sbiancamento dei denti

La doverosa premessa di questo articolo è che nessun rimedio “della nonna” può sortire l’esito di un trattamento sbiancante eseguito in uno studio dentistico. Tuttavia, è altrettanto vero che alcuni rimedi, associati all’applicazione giornaliera di una buona igiene orale, possono dare un effetto schiarente allo smalto dei denti. Sul web e sulle riviste, appaiono una sequela infinita di questi rimedi. Alcuni hanno base scientifica e quindi possono effettivamente sortire qualche effetto, altri invece non hanno efficacia. Si elenca qui di seguito una serie di rimedi casalinghi utili allo scopo, con la raccomandazione di rispettare i dosaggi indicati, in quanto ciò che è naturale, non è detto che non possa risultare dannoso se utilizzato in maniera impropria e/o con dosaggi eccessivi. Nel caso specifico, un dosaggio eccessivo potrà causare ipersensibilità al freddo/caldo, irritazione alle gengive e, nei casi più gravi, danni irreversibili allo smalto dei vostri denti. Un’altra incognita è rappresentata dall’intolleranza individuale alle sostanze da utilizzare. Siate pertanto cauti.

 

Una mela al giorno…

La frutta contiene acido malico. Alcuni frutti, come le mele, ne contengono una dose più elevata. Questa sostanza, se utilizzata pura o in concentrazioni elevate, può corrodere irrimediabilmente lo smalto dei denti. Al contrario, se utilizzata così come contenuta naturalmente nella frutta, ha un leggero potere schiarente e, quindi, si può considerare un rimedio assolutamente naturale all’ingiallimento dei denti. Mangiando una mela al giorno, possibilmente con la buccia, si ottiene il risultato sperato, grazie anche all’effetto meccanico dato dall’affondamento dei denti nella polpa del frutto. Ricordatevi di togliere con il filo interdentale eventuali residui di buccia che dovessero incastrarsi fra i denti.

 

Sciacqui con aceto di mele

In alcuni articoli in rete si può leggere che: “Grazie all’acido acetico contenuto nell’aceto di mele e le fragranze in esso disciolte, questo rimedio porta tre principali benefici: il rallentamento della formazione del tartaro, un effetto sbiancante dello smalto dei denti, un alito fresco e profumato. Diluite in mezzo bicchiere d’acqua un cucchiaio di aceto di mele e con esso eseguite qualche risciacquo. Ripetete la procedura non più di una/due volte la settimana. Attenzione!!! Non utilizzate mai l’aceto puro, in quanto correrete il rischio di assottigliare irrimediabilmente lo strato di smalto che ricopre i vostri denti”. In realtà, è meglio evitare questo rimedio per il rischio di demineralizzazione dei denti.

 

Bicarbonato di sodio

Fra le tante caratteristiche del bicarbonato di sodio, sostanza facilmente reperibile per uso alimentare, è riconosciuto il suo effetto sbiancante. Ciò accade quando il bicarbonato di sodio, entrando in contatto con sostanze acide, rilascia anidride carbonica formando la nota schiuma effervescente. Grazie all’effetto abrasivo che favorisce l’asportazione della placca batterica e al riequilibrio del pH del cavo orale per il suo effetto tampone, questo fenomeno aiuta ad asportare eventuali impurità e residui biologici presenti sulla superficie dei denti, sortendo il desiderato effetto sbiancante. Per questo motivo, molti dentifrici con effetto sbiancante contengono bicarbonato di sodio o suoi derivati. Anche in questo caso bisogna tuttavia stare attenti a non eccedere, in quanto l’utilizzo ripetuto del bicarbonato di sodio genera un’azione erosiva sullo smalto. Si può quindi usare come collutorio, sciogliendone un cucchiaino da the in un bicchiere d’acqua. Sconsigliato l’uso sullo spazzolino. Questo rimedio è particolarmente efficace per eliminare dallo smalto dei denti le macchie di nicotina e di caffè.

 

Salvia

L’uso della salvia per lo sbiancamento dei denti si perde nella notte dei tempi ed è sicuramente il più conosciuto fra i sistemi naturali a questo scopo. Nell’area del Mediterraneo è conosciuto l’utilizzo della salvia da più di 2500 anni. Il semplice sfregamento delle foglie di salvia sui denti ne libera i principi attivi che concorrono ad eliminare la patina giallognola dallo smalto dei denti. C’è quindi un doppio effetto: quello meccanico che allontana la placca batterica e quello chimico dovuto alle molecole bio-attive con effetto batterio-statico che rallenta la riformazione della placca sui denti. Non ci sono controindicazioni e il rimedio può essere attuato anche tramite la preparazione di un decotto, facendo bollire per 10-15 minuti alcune foglie di salvia in acqua. Gli sciacqui con il decotto, eseguiti due o tre volte alla settimana, oltre a contribuire allo sbiancamento dei denti, hanno quindi anche un effetto anti-batterico rallentando la formazione della placca, con benefici anche per chi soffre di alitosi.

 

Banana

Si può leggere in rete: “Un altro rimedio totalmente naturale è l’applicazione con sfregamento sui denti della parte interna delle bucce di banana per due o tre minuti. Pare proprio che funzioni e non ha alcun effetto collaterale, per cui tali applicazioni possono essere eseguite quotidianamente, senza problemi”. Anche in questo caso un eventuale (chi sa poi se è così) effetto schiarente dovrebbe essere legato all’allontanamento della placca dai denti più che a un effetto realmente sbiancante.

 

Limone

Il succo dei limoni è ricco di acido ascorbico. Questa sostanza, a contatto con l’ossigeno libera perossido d’idrogeno (acqua ossigenata), da cui l’effetto sbiancante. A causa dell’elevato potere corrosivo e demineralizzante dell’acido ascorbico, se ne sconsiglia l’applicazione. Gli sciacqui vanno effettuati non più di una volta alla settimana, avendo la cautela di attendere circa un’ora prima di lavarsi i denti con spazzolino e dentifricio, per limitare gli effetti corrosivi dell’acido ascorbico. Questo rimedio è particolarmente indicato per il trattamento di denti ingialliti.

 

Bastoncini

L’uso dei bastoncini di diverse essenze, con una parte sfibrata a forma di pennello sfregata sui denti è un altro rimedio popolare per mantenere i denti puliti e quindi evitarne l’ingiallimento. Usato da millenni, ancora oggi in alcune popolazioni, soprattutto dell’Africa e delle zone meno industrializzate, oggigiorno è stato soppiantato dall’uso dello spazzolino manuale o elettrico che sia.

 

Ed infine, sfatiamo un mito: l’acqua ossigenata

Tutti sanno che il perossido d’idrogeno, o acqua ossigenata, è utilizzato dai dentisti per lo sbiancamento dei denti. Questo dato ha innescato una serie di pericolose prassi fai-da-te per lo sbiancamento dei denti con l’utilizzo di acqua ossigenata. Le concentrazioni disponibili per il commercio al pubblico non contribuiscono allo sbiancamento dei denti, per cui il suo uso al di fuori dello studio medico-dentistico è sconsigliato. Il frequente uso di perossido d’idrogeno in bassa concentrazione per sciacqui può causare infiammazioni alle gengive e altre irritazioni ai tessuti molli della bocca.

L’aspetto ormai poetico dei rimedi sopra esposti, se non altro per l’evocazione di cari ricordi, non dovrebbe tuttavia influire sul nostro giudizio. È d’obbligo concludere con la forte raccomandazione di avvalersi dei consigli di uno specialista come un Igienista Dentale o un Odontoiatra per evitare danni allo smalto o alle mucose del cavo orale. L’uso corretto e regolare dello spazzolino da denti contribuisce al mantenimento del colore naturale dei denti e in generale alla salute della bocca e di tutto l’organismo. Venite a trovarci nel nostro studio e saremo lieti di darvi tutte le indicazioni per prevenire stati patologici e per mantenere la salute della vostra bocca che è lo specchio della salute generale.